Nell'Unione Europea, un’analisi appena pubblicata da Annals of Oncology stima che la mortalità totale per cancro tra il 2020 e il 2025 diminuirà del 3,5% per gli uomini e dell'1,2% per le donne. Questo corrisponde a un numero di “morti per cancro evitate” tra il 1989 e il 2025 pari a circa 6,8 milioni nell'Unione Europea e circa 1,5 milioni nel Regno Unito.
Santucci C, Mignozzi S, Levi F, Malvezzi M, Boffetta P, Negri E, La Vecchia C. European cancer mortality predictions for the year 2025 with focus on breast cancer. Ann Oncol. 2025 Feb 20:S0923-7534(25)00022-5. doi: 10.1016/j.annonc.2025.01.014. Epub ahead of print. PMID: 40074664.
In linea di principio, la mortalità per tumore è influenzata dall’incidenza (e quindi risente favorevolmente della prevenzione primaria, e negativamente delle modifiche sfavorevoli negli stili di vita e nei comportamenti a rischio), ma anche dalla prevenzione secondaria e dalla diagnosi precoce (risentendo favorevolmente degli screening efficaci), nonché dei progressi terapeutici (a parità di incidenza e di stadio, la mortalità migliora se i trattamenti sono più efficaci, sia negli stadi iniziali, in cui possono aumentare le chance di guarigione, sia nella malattia avanzata, in cui può aumentare l’aspettativa di vita).
Com’è l’andamento della mortalità per tumori nell’Unione Europea?
Gli autori del lavoro appena pubblicato sulle pagine di Annals of Oncology hanno condotto un’analisi epidemiologica con l’obiettivo di stimare il numero di decessi per cancro nel 2025 nell'Unione Europea (UE), nei suoi cinque paesi più popolosi (Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia), nonché nel Regno Unito, con un’attenzione particolare al tumore della mammella.
Per condurre l’analisi, gli autori si sono basati sui database dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e delle Nazioni Unite relativi alla popolazione e ai certificati di morte per tutti i tumori (nonché per i principali tipi di tumore) per l’Unione Europea, per Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dal 1970.
Le stime per il 2025 sono state calcolate tramite regressione lineare basandosi sull’analisi dei trend recenti. I decessi evitati dal 1989 al 2025 sono stati calcolati applicando i tassi di mortalità relativi al 1988 ai dati di popolazione degli anni seguenti.
Gli autori hanno stimato un numero complessivo di 1.280.000 decessi per cancro nell'Unione Europea nel 2025, corrispondenti a tassi standardizzati per età (Age Standardized Ratio, ASR) di 120,9/100.000 maschi (con una riduzione del 3,5% rispetto al 2020) e 79,1/100.000 femmine (con una riduzione dell’1,2% rispetto al 2020).
Nel Regno Unito, invece, gli autori hanno previsto 173.000 decessi per cancro nel 2025, con un’ASR pari a 101,2/100.000 maschi (corrispondente a una riduzione del 10,1%) e 82,1/100.000 femmine (corrispondente a una riduzione del 6,3%).
Nell'Unione Europea, si prevedono trend favorevoli per le principali neoplasie, ad eccezione del cancro al pancreas, sia nei maschi (+2,0%) che nelle femmine (+3,0%) e ad eccezione dei tumori del polmone (+3,8%) e della vescica (+1,9%) nelle femmine.
La mortalità per tumore della mammella ha mostrato andamenti favorevoli in tutti i paesi considerati nell’analisi. Nel dettaglio, gli autori stimano diminuzioni sostanziali della mortalità, nell’Unione Europea, per le donne di età compresa tra 50 e 69 anni (-9,8%) e 70-79 anni (-12,4%).
Tra il 1989 e il 2025, gli autori hanno stimato circa 6,8 milioni di decessi per cancro evitati nell'Unione Europea, tra cui oltre 373.000 decessi per tumore della mammella. I numeri corrispondenti per il Regno Unito, nel medesimo arco di tempo, sono pari a 1.500.000 decessi per cancro evitati e 197.000 decessi per tumore della mammella evitati.
Sulla base dei risultati sopra sintetizzati, gli autori concludono che i tassi di mortalità per tumore della mammella nell'Unione Europea sono diminuiti del 30% nei decenni trascorsi dal 1990 ad oggi, grazie ai progressi nella prevenzione, nel trattamento e nella diagnosi precoce.
I dati relativi alle altre neoplasie evidenziano un trend contrastante per quanto riguarda il tumore del polmone, con una riduzione negli uomini e un aumento nelle donne, la cui spiegazione è da ricercare nella diversa epidemiologia e andamento nel tempo dell’uso di tabacco nei due sessi. Purtroppo, gli autori sottolineano che la mortalità per il tumore del polmone nelle donne è ancora in aumento nell'Unione Europea, sebbene in misura inferiore rispetto al decennio precedente.
La statistica, come prevedibile, fornisce dati poco confortanti per il tumore del pancreas, che gli autori mettono in relazione alla crescente prevalenza dell'obesità e ai limitati progressi terapeutici ottenuti, almeno finora, in questa patologia.
Si tratta, quindi, di dati complessivamente incoraggianti per quanto riguarda l’andamento complessivo della mortalità per tumore, ma che fotografano una netta eterogeneità tra diversi tipi di tumore. Tali eterogeneità sono dovute al diverso contributo che la prevenzione primaria, la diagnosi precoce e i progressi terapeutici rivestono nell’andamento della mortalità per i diversi tipi di tumore.
Conforta il dato relativo alle “morti evitate” che recentemente è stato analizzato e pubblicato, a livello italiano, in particolare nell’edizione 2023 dei Numeri del Cancro, la consueta pubblicazione annuale di AIOM in collaborazione con AIRTUM. In pratica, confrontando il numero di morti “attese” tra il 2007 e il 2019 se tutto fosse rimasto immutato rispetto agli anni precedenti, con il numero di morti effettivamente osservate, si è potuto calcolare il numero delle “morti evitate”. Sia negli uomini che nelle donne italiane, il numero osservato per morti causate da tutti i tumori nel loro complesso è stato ogni anno, dal 2007 al 2019, inferiore al numero atteso rispetto ai tassi medi del 2003-2006. Nel dettaglio, negli uomini, nel periodo 2007-2019 per tutte le sedi tumorali insieme sono state stimate in 206.238 le morti in meno rispetto a quelle attese, equivalente a una diminuzione del 14,4% delle morti oncologiche in tutto il periodo. Nelle donne, nel periodo 2007-2019 per tutte le sedi tumorali insieme sono state stimate in 62.233 le morti in meno rispetto a quelle attese, equivalente a una diminuzione del 6,1% delle morti oncologiche in tutto il periodo. Anche i dati italiani avevano evidenziato un’eterogeneità a seconda del tipo di tumore, con dati opposti tra maschi e femmine per quanto riguarda il tumore del polmone, dati in netta riduzione per alcuni tipi di neoplasia, e dati ancora poco confortanti per il tumore del pancreas.
Qualche mese fa, su Oncotwitting, abbiamo commentato dati simili prodotti negli Stati Uniti d’America: https://www.oncotwitting.it/fad-2025/morti-per-tumore-evitate-in-questi-decenni-merito-della-prevenzione-degli-screening-dei-progressi-terapeutici