Miscellanea
Lunedì, 10 Febbraio 2025

Neuregulin1: nuovo biomarker, nuova terapia.

A cura di Massimo Di Maio

Un nuovo biomarker si propone nella caratterizzazione molecolare a fini terapeutici per il tumore del polmone e per il tumore del pancreas avanzati: pubblicati sul New England i risultati dello studio eNRGy, che evidenzia l’attività di zenocutuzumab nei casi di tumore del polmone e pancreas selezionati per la presenza di riarrangiamenti di NRG1.

Schram AM, Goto K, Kim DW, Macarulla T, Hollebecque A, O'Reilly EM, Ou SI, Rodon J, Rha SY, Nishino K, Duruisseaux M, Park JO, Neuzillet C, Liu SV, Weinberg BA, Cleary JM, Calvo E, Umemoto K, Nagasaka M, Springfeld C, Bekaii-Saab T, O'Kane GM, Opdam F, Reiss KA, Joe AK, Wasserman E, Stalbovskaya V, Ford J, Adeyemi S, Jain L, Jauhari S, Drilon A; eNRGy Investigators. Efficacy of Zenocutuzumab in NRG1 Fusion-Positive Cancer. N Engl J Med. 2025 Feb 6;392(6):566-576. doi: 10.1056/NEJMoa2405008. PMID: 39908431.

I riarrangiamenti del gene NRG1 (neuregulin 1) rappresentano un’alterazione molecolare potenziale driver, presenti in una minoranza di tumori solidi. NRG1 si lega a HER3, portando a eterodimerizzazione con altre chinasi HER/ERBB, stimolazione del segnale a valle e quindi proliferazione cellulare e tumorigenesi.

Nei tumori selezionati per la presenza di riarrangiamenti di NRG1, quindi, l’impiego di farmaci diretti contro i recettori della famiglia HER rappresenta una strategia terapeutica potenzialmente attiva. Zenocutuzumab è un anticorpo bispecifico anti-HER2xHER3 con citotossicità cellulare anticorpo-dipendente potenziata.

Lo studio eNRGy era uno studio "basket" di fase 2.

Erano eleggibili pazienti con qualsiasi tipo di tumore avanzato caratterizzato da positività per la presenza della fusione di NRG1.

I pazienti hanno ricevuto zenocutuzumab a una dose di 750 mg per via endovenosa ogni 2 settimane.

L'endpoint primario dello studio era la risposta obiettiva (risposta completa o risposta parziale) sulla base della valutazione periferica degli sperimentatori.

Nell'analisi primaria, pubblicata a febbraio 2025 sul New England of Medicine, zenocutuzumab ha dimostrato un tasso di risposta clinicamente rilevante del 30% tra i 158 pazienti idonei per l'analisi, con una durata mediana della risposta di 11,1 mesi.

Sono state osservate risposte in tutti i tipi di tumore inclusi nello studio, in particolare nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC, 27 risposte su 93 pazienti, 29%) e nell’adenocarcinoma del pancreas (15 risposte su 36 pazienti, 42%). Gli altri tipi di tumore erano poco rappresentati.

La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata pari a 6.8 mesi.

Gli sperimentatori hanno ritenuto il trattamento complessivamente ben tollerato. Gli eventi avversi erano comuni (diarrea, fatigue, nausea e reazioni correlate all'infusione), ma la maggior parte era di gravità lieve o moderata.

Il 4 dicembre 2024, sulla base dei risultati ora pubblicati sul NEJM, la Food and Drug Administration statunitense ha concesso l'approvazione accelerata a zenocutuzumab-zbco per gli adulti con NSCLC o con adenocarcinoma pancreatico avanzato, non resecabile o metastatico, in presenza di una fusione genica di NRG1 e progressione di malattia durante o dopo una precedente terapia sistemica.

Negli ultimi anni, c'è stato un cambiamento significativo nella metodologia di sviluppo clinico per nuovi farmaci oncologici, in particolare quelli che mirano a biomarcatori rari. In vari casi l’approvazione è stata basata sui risultati di studi a braccio singolo. Questi studi, tuttavia, hanno la limitazione intrinseca di non consentire una quantificazione dell'efficacia incrementale.

Nella discussione del manoscritto, gli autori affermano che i risultati ottenuti con zenocutuzumab nei pazienti con NSCLC avanzato si confrontano favorevolmente con i risultati associati all'uso della terapia standard in questa popolazione. Ciò è probabilmente vero, poiché un tasso di risposta del 29%, con una buona durata della risposta, è ragionevolmente migliore di quanto potrebbe essere offerto a questi pazienti dopo il fallimento della terapia standard di prima linea. Lo stesso vale per i pazienti con adenocarcinoma del pancreas: gli autori affermano che il trattamento standard per il cancro al pancreas è associato a un'efficacia marginale dopo la chemioterapia di prima linea, ed effettivamente l'elevata percentuale di risposte osservate è superiore a quanto atteso da un'eventuale trattamento standard di seconda linea.

Da un lato, in presenza di un “unmet need”, un’elevata proporzione di risposte obiettive e altri endpoint surrogati possono essere accettabili per l'approvazione accelerata da parte delle agenzie regolatorie. D'altro canto, una definizione più completa del valore del trattamento dovrebbe basarsi su dati maturi di sopravvivenza, con i limiti dell’interpretazione di un braccio singolo.

Inoltre, in questo tipo di contesto clinico (pazienti con tumori a prognosi sfavorevole, già trattati), la qualità di vita è importante. I patient-reported outcomes non sono tra gli endpoint dello studio eNRGy: va detto che gli studi a braccio singolo non sono il contesto ideale per valutare QoL e PRO. Tuttavia, sarebbe fondamentale capire in che misura il trattamento è associato a un migliore controllo dei sintomi e quantificare l'equilibrio tra l'attività di zenocutuzumab e la sua tollerabilità.

Nel corso degli anni, abbiamo imparato che un ostacolo importante all'uso di farmaci a bersaglio molecolare nella pratica clinica non è solo la disponibilità del farmaco stesso, ma anche l'efficienza e l'accessibilità della fase diagnostica. Anche in contesti in cui il farmaco è disponibile, non è garantito che tutti i centri abbiano un percorso ottimale in atto per acquisire informazioni clinicamente utili per ogni paziente. Nel tumore del polmone, la caratterizzazione molecolare (idealmente utilizzando un ampio pannello di geni) è già parte integrante della diagnostica standard. Al contrario, questo non è ancora il caso del tumore del pancreas. Inoltre, in entrambi questi tipi di tumori, la quantità di tessuto disponibile per l'analisi è spesso ai limiti dell'adeguatezza.