Patologia mammaria
Giovedì, 03 Aprile 2025

Pandemia rosa: il carcinoma mammario nel mondo

A cura di Fabio Puglisi

 Ogni giorno, nel mondo, migliaia di donne ricevono una diagnosi di carcinoma mammario, ma quanto conosciamo davvero le dinamiche globali che ne regolano incidenza e mortalità? Questo lavoro monumentale, che analizza dati da 185 paesi, propone una visione aggiornata e proiettata al 2050, tracciando un affresco drammatico e diseguale della malattia. L’obiettivo? Quantificare, confrontare e prevedere. Gli autori ci portano in un viaggio tra continenti e sistemi sanitari, tra soglie di sviluppo umano e politiche di screening, restituendo una fotografia potente e dettagliata del peso globale del tumore mammario. Ma i numeri nascondono più di quanto rivelano: dietro ogni curva d’incidenza o tasso di mortalità si celano gap diagnostici, fragilità infrastrutturali, e allarmi ignorati.

Kim J, et al. Global patterns and trends in breast cancer incidence and mortality across 185 countries. Nat Med 2025; doi: 10.1038/s41591-025-03502-3. Epub ahead of print. 

Lo studio nasce per aggiornare le stime globali e regionali sul carcinoma mammario femminile, integrando dati di incidenza e mortalità 2022 e proiezioni al 2050. Tre gli obiettivi principali: (1) quantificare il carico attuale, (2) descrivere le tendenze decennali nei tassi di incidenza e mortalità, (3) stimare il futuro impatto del tumore in relazione all’indice di sviluppo umano (HDI).

Fonti dati:

  • GLOBOCAN 2022 (per incidenza e mortalità da tumore invasivo, ICD-10 C50)
  • Cancer Incidence in Five Continents Plus (CI5plus) per l’analisi di tendenza (50 paesi con dati ≥10 anni)
  • WHO Mortality Database (46 paesi per i trend di mortalità)
  • Proiezioni demografiche ONU 2024

Classificazione HDI (2022)

L’Indice di Sviluppo Umano (HDI) è una misura composita elaborata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) che integra tre dimensioni fondamentali:

  • Salute: aspettativa di vita alla nascita
  • Educazione: anni medi di scolarizzazione e anni previsti di istruzione
  • Tenore di vita: reddito nazionale lordo pro capite (corretto per la parità di potere d'acquisto)

Nello studio, i paesi vengono classificati secondo la soglia HDI 2022 in 4 categorie:

Classe HDI

Intervallo

Descrizione

Molto Alto

≥ 0.800

Sistemi sanitari sviluppati, accesso diffuso a diagnosi e trattamenti efficaci

Alto

0.700 – 0.799

Transizione epidemiologica, disuguaglianze regionali persistenti

Medio

0.550 – 0.699

Accesso limitato a screening e terapie, registri tumorali incompleti

Basso

< 0.550

Sistemi sanitari fragili, alta mortalità e diagnosi tardiva

La distribuzione dei trend e del burden del tumore mammario nello studio è costantemente interpretata in funzione dell’HDI.

Analisi statistica

  • Incidenza e mortalità standardizzate (ASIR, ASMR) per età 
  • Calcolo del “cumulative risk” a 75 anni
  • Rapporto mortalità/incidenza (M:I) come indicatore surrogato di outcome
  • Trend analizzati tramite regressione lineare generalizzata (modello Gaussiano), espresso come “Estimated Annual Percent Change” (EAPC) con 95%CI
  • Le proiezioni 2050 derivano dall’applicazione dei tassi 2022 alle stime di popolazione futura
  • Nel 2022 si stimano 2.3 milioni di nuovi casi e 670.000 decessi per carcinoma mammario femminile, rappresentando il 25% delle nuove diagnosi oncologiche nelle donne.
  • Il rischio cumulativo globale di diagnosi a 75 anni è 5.0%, quello di mortalità 1.4%.
  • Le aree con più alta incidenza: Australia-Nuova Zelanda (ASIR 100.3 per 100.000); la più bassa: Asia centro-meridionale (26.7 per 100.000).
  • Le mortalità più elevate si riscontrano in Melanesia (ASMR 26.8/100.000) e quelle più basse in Asia orientale (6.5/100.000).
  • L’M:I ratio aumenta con il calare dell’HDI: 17% (HDI molto alto) vs 56% (HDI basso).
  • Nei 50 paesi analizzati, l’incidenza è aumentata significativamente in 27 paesi (54%), in particolare:
    • Bahrain: +4.8% annuo (95%CI: +2.2%, +7.4%)
    • Corea del Sud: +4.6% (95%CI: +4.2%, +5.1%)
    • Giappone: +4.2% (95%CI: +3.7%, +4.8%)
  • La mortalità è diminuita in 30 paesi su 46, in particolare in:
    • Malta: −3.8% (95%CI: −6.4%, −1.1%)
    • Danimarca: −3.3% (95%CI: −4.1%, −2.5%)
    • Belgio: −3.1% (95%CI: −3.6%, −2.7%)
  • Solo 7 paesi soddisfano l’obiettivo del WHO Global Breast Cancer Initiative di una riduzione annua ≥2.5%.
  • Proiezioni 2050: 3.2 milioni di nuovi casi (+38%) e 1.1 milioni di morti (+68%), con impatto sproporzionato nei paesi a basso HDI (+165% casi, +161% morti).

Dati specifici sull’Italia

L’Italia è inclusa tra i 50 paesi con dati di incidenza affidabili (CI5plus) e con almeno 10 anni di follow-up. È classificata come paese a HDI molto alto (≥0.800).

Trend di incidenza in Italia (2008–2017):

  • Incidenza in aumento tra le donne <50 anni:
    → EAPC +1.6% annuo (95%CI non specificato nel testo)
  • Incidenza stabile o in lieve crescita nelle over 50
  • Italia è uno dei 9 paesi dove l’aumento riguarda esclusivamente le giovani donne

Trend di mortalità in Italia

  • Non tra i paesi che soddisfano l’obiettivo WHO GBCI (−2.5% annuo)
  • Mortalità in leggera diminuzione nel gruppo 50+ anni, non significativa <50 anni

Indicatori 2022 (estratti da tabelle supplementari), Italia

  • ASIR (incidenza standardizzata): ~89 per 100.000
  • ASMR (mortalità standardizzata): ~13 per 100.000
  • M:I ratio: ~14.6% → indice di buona prognosi media

Nota: l’Italia non figura tra i paesi con i valori più estremi, ma mostra un pattern simile agli altri paesi dell’Europa occidentale: incidenza elevata, mortalità contenuta, burden crescente nelle donne giovani.

Il carcinoma mammario rimane il tumore più diagnosticato nelle donne e una delle principali cause di morte. Sebbene nei paesi con HDI molto elevato si osservino riduzioni della mortalità grazie a diagnosi precoce e trattamenti efficaci, la realtà globale è ben diversa: l’incidenza è in crescita, specialmente tra le donne <50 anni nei paesi in via di sviluppo, dove il carico di mortalità è sproporzionato. Le diseguaglianze nei sistemi sanitari amplificano le disparità di esito. Le proiezioni al 2050 indicano un aumento inarrestabile del burden, che colpirà più duramente i paesi meno attrezzati. La sfida è globale e richiede azioni coordinate su prevenzione, diagnosi e accesso alle cure.

Tra i principali punti di forza dello studio vi è la sua ampiezza senza precedenti: copre 185 paesi e integra dati attuali con l’analisi dei trend dell’ultimo decennio, offrendo così una visione completa e dinamica del burden globale del tumore mammario. L’uso dell’indice di sviluppo umano (HDI) come chiave di lettura consente di evidenziare in modo chiaro le disuguaglianze geografiche, mentre le proiezioni al 2050, basate su modelli demografici consolidati, risultano particolarmente utili per la pianificazione delle politiche sanitarie. Lo studio si inserisce inoltre nel quadro degli obiettivi internazionali del Global Breast Cancer Initiative, contribuendo alla valutazione del progresso globale nella riduzione della mortalità.

Tuttavia, persistono alcune criticità. Nei paesi a basso HDI la qualità dei dati è limitata, a causa della mancanza di registri tumorali affidabili e della sottostima dei decessi. Lo studio non fornisce analisi per sottotipi biologici e le proiezioni non considerano eventuali cambiamenti nelle strategie di prevenzione o trattamento. Inoltre, il rapporto mortalità/incidenza, usato come proxy della sopravvivenza, presenta limiti intrinseci, e non è stato valutato l’impatto della pandemia da COVID-19, potenzialmente rilevante su diagnosi e outcome.