Ogni giorno, nel mondo, migliaia di donne ricevono una diagnosi di carcinoma mammario, ma quanto conosciamo davvero le dinamiche globali che ne regolano incidenza e mortalità? Questo lavoro monumentale, che analizza dati da 185 paesi, propone una visione aggiornata e proiettata al 2050, tracciando un affresco drammatico e diseguale della malattia. L’obiettivo? Quantificare, confrontare e prevedere. Gli autori ci portano in un viaggio tra continenti e sistemi sanitari, tra soglie di sviluppo umano e politiche di screening, restituendo una fotografia potente e dettagliata del peso globale del tumore mammario. Ma i numeri nascondono più di quanto rivelano: dietro ogni curva d’incidenza o tasso di mortalità si celano gap diagnostici, fragilità infrastrutturali, e allarmi ignorati.
Kim J, et al. Global patterns and trends in breast cancer incidence and mortality across 185 countries. Nat Med 2025; doi: 10.1038/s41591-025-03502-3. Epub ahead of print.
Lo studio nasce per aggiornare le stime globali e regionali sul carcinoma mammario femminile, integrando dati di incidenza e mortalità 2022 e proiezioni al 2050. Tre gli obiettivi principali: (1) quantificare il carico attuale, (2) descrivere le tendenze decennali nei tassi di incidenza e mortalità, (3) stimare il futuro impatto del tumore in relazione all’indice di sviluppo umano (HDI).
Fonti dati:
Classificazione HDI (2022)
L’Indice di Sviluppo Umano (HDI) è una misura composita elaborata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) che integra tre dimensioni fondamentali:
Nello studio, i paesi vengono classificati secondo la soglia HDI 2022 in 4 categorie:
Classe HDI |
Intervallo |
Descrizione |
Molto Alto |
≥ 0.800 |
Sistemi sanitari sviluppati, accesso diffuso a diagnosi e trattamenti efficaci |
Alto |
0.700 – 0.799 |
Transizione epidemiologica, disuguaglianze regionali persistenti |
Medio |
0.550 – 0.699 |
Accesso limitato a screening e terapie, registri tumorali incompleti |
Basso |
< 0.550 |
Sistemi sanitari fragili, alta mortalità e diagnosi tardiva |
La distribuzione dei trend e del burden del tumore mammario nello studio è costantemente interpretata in funzione dell’HDI.
Analisi statistica
Dati specifici sull’Italia
L’Italia è inclusa tra i 50 paesi con dati di incidenza affidabili (CI5plus) e con almeno 10 anni di follow-up. È classificata come paese a HDI molto alto (≥0.800).
Trend di incidenza in Italia (2008–2017):
Trend di mortalità in Italia
Indicatori 2022 (estratti da tabelle supplementari), Italia
Nota: l’Italia non figura tra i paesi con i valori più estremi, ma mostra un pattern simile agli altri paesi dell’Europa occidentale: incidenza elevata, mortalità contenuta, burden crescente nelle donne giovani.
Il carcinoma mammario rimane il tumore più diagnosticato nelle donne e una delle principali cause di morte. Sebbene nei paesi con HDI molto elevato si osservino riduzioni della mortalità grazie a diagnosi precoce e trattamenti efficaci, la realtà globale è ben diversa: l’incidenza è in crescita, specialmente tra le donne <50 anni nei paesi in via di sviluppo, dove il carico di mortalità è sproporzionato. Le diseguaglianze nei sistemi sanitari amplificano le disparità di esito. Le proiezioni al 2050 indicano un aumento inarrestabile del burden, che colpirà più duramente i paesi meno attrezzati. La sfida è globale e richiede azioni coordinate su prevenzione, diagnosi e accesso alle cure.
Tra i principali punti di forza dello studio vi è la sua ampiezza senza precedenti: copre 185 paesi e integra dati attuali con l’analisi dei trend dell’ultimo decennio, offrendo così una visione completa e dinamica del burden globale del tumore mammario. L’uso dell’indice di sviluppo umano (HDI) come chiave di lettura consente di evidenziare in modo chiaro le disuguaglianze geografiche, mentre le proiezioni al 2050, basate su modelli demografici consolidati, risultano particolarmente utili per la pianificazione delle politiche sanitarie. Lo studio si inserisce inoltre nel quadro degli obiettivi internazionali del Global Breast Cancer Initiative, contribuendo alla valutazione del progresso globale nella riduzione della mortalità.
Tuttavia, persistono alcune criticità. Nei paesi a basso HDI la qualità dei dati è limitata, a causa della mancanza di registri tumorali affidabili e della sottostima dei decessi. Lo studio non fornisce analisi per sottotipi biologici e le proiezioni non considerano eventuali cambiamenti nelle strategie di prevenzione o trattamento. Inoltre, il rapporto mortalità/incidenza, usato come proxy della sopravvivenza, presenta limiti intrinseci, e non è stato valutato l’impatto della pandemia da COVID-19, potenzialmente rilevante su diagnosi e outcome.